Legislazione:
AREE FLORISTICHE PROTETTE
Ai sensi dell’art. 7 della L.R. n. 52 del 20 dicembre 1974 Id. 90
BOSCO PELAGALLO
COMUNI: Monte Vidon Combatte
Superficie: ha 4,68 Perimetro: ZONA COLLINARE m. 1.484,65
QUOTA: da 156 a 163 m
CARTOGRAFIA: Tavoletta/e I.G.M. F° 125 – III S.E.
Carta top. derivata n° 314160
Istituzione: D.P.G.R. n. 73/97 B.U.R. Ed. Spec. N. 4 del 22.05.1997 Suppl. n. 30 del 22.05.1997
AMBIENTE
Lungo la parte mediana della Valle dell’Aso, in direzione del paese di Monte Vidon Combatte e della
Rocca Monte Varnine, nel terrazzo fluviale del versante orografico sinistro del fiume omonimo, è presente
una stretta fascia di vegetazione forestale, lunga circa 700 m contornata a Sud-Sud-Est dal letto del fiume e
in tutte le altre direzioni da campi coltivati. Il terreno pianeggiante si trova a circa 165 m di quota ed è
costituito da materiale alluvionale, terroso-sabbioso talvolta ciottoloso del periodo olocenico.
FLORA E VEGETAZIONE
Si tratta di un lembo di bosco planiziale abbastanza conservato, costituito da una fustaia disetanea a
Quercus robur ssp. robur con esemplari, talvolta di dimensioni veramente notevoli, che superano anche
l’altezza di 25 m e con un diametro basale del tronco che in molti casi supera il metro di larghezza.
Spostandosi in basso verso il letto del fiume segue un piccolo terrazzo ad un dislivello di circa 1,5 m dove si
è sviluppata a piccoli nuclei una vegetazione a pioppi (Populus tremula, P. alba, P. nigra) ad Alnus glutinosa,
a Salix sp. pl., ad Arundo donax e Typha latifolia. Nel bosco a Quercus robur ssp. robur si trovano altre
specie arboree come Carpinus betulus, Fraxinus angustifolia, Corylus avellana e Ulmus minor. Il sottobosco
è caratterizzato da un fitto strato arbustivo di Ligustrum vulgare, Euonymus europaeus, Crataegus
monogyna e altre. Nello strato erbacea tra le specie più significative si ricordano Limodorum abortivum,
Listera ovata, Carex pendula, Salvia glutinosa e Buglossoides purpurocaerulea. In generale la vegetazione
dell’area sopra descritta si presenta di difficile inquadramento fitosociologico per la scarsa estensione del
lembo residuo, per il grado di antropizzazione e per l’impossibilità di confronto con altre stazioni analoghe
della costa adriatica.
INTERESSE BOTANICO
Nelle pianure alluvionali dei fiumi marchigiani la vegetazione forestale originaria è stata ovunque
distrutta dall’uomo per favorire le colture agrarie e, di tutto il territorio regionale, questa vegetazione
rappresenta l’unico frammento relitto.
UTILIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Il bosco, di proprietà privata, è adibito a scopo venatorio, infatti qua e là numerosi sono i capanni
costruiti per la caccia. La sua conservazione è dovuta proprio a tale motivo.
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